LE OASI DI AL JUFRAH

Nel deserto, in cui per centinaia di chilometri non si vedono che distese di sabbia, ciottoli o ghiaia, montagne brulle e tracce di corsi d’acqua fantasma, si può scorgere improvvisa un’area dove la vita riprende la sua forma consueta: piccole zone verdi (Meduin o Al Fugha, nel caso di Al Jufrah) o vere e proprie cittadine (l’agglomerato Sokna-Hun-Waddan) che si sono sviluppate grazie all’acqua che ricompare sotto la superficie.

La grande conca di Al Jufrah (dall’arabo jof: ventre, bacino) ha una forma allungata da ovest a est ed è delimitata a sud dai contrafforti del Jebel Soda (Montagne Nere: sono di origine vulcanica e sono costituite da rocce basatiche nere), a nord-ovest dalle erose e degradate pendici del Jebel Machrigh, a nord-est dal Jebel Waddan (Montagne di Waddan) e a est dai Monti Harugi.

I villaggi di Sokna, Waddan e Zellah, i più antichi dell’area di Al Jufrah, sono ancora strutturati conservando le tracce delle cittadelle di quell’epoca.


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